E se il prossimo software gestionale lo sviluppasse direttamente il tuo team con l’AI?
Il caso ArtCraft riapre una domanda che riguarda ogni impresa: quanto del software che compriamo potremmo costruirlo da soli, con l’AI e la conoscenza che abbiamo già in azienda?
Premessa
Negli ultimi giorni il progetto ArtCraft ha fatto discutere per una ragione molto semplice: uno sviluppatore ha usato l’AI per creare alternative a Photoshop, Illustrator, Premiere Pro, Lightroom, After Effects, InDesign e Acrobat Pro.
Software complessi, costruiti e perfezionati nell’arco di decenni, intorno ai quali ruota il lavoro di intere categorie professionali.
Le repliche sono ancora incomplete. L’autore stesso, nel suo annuncio del progetto, parla della piena equivalenza come di un obiettivo da raggiungere. La sua esperienza nello sviluppo conta, e parecchio.
Resta impressionante vedere un progetto di questa portata prendere forma con l’aiuto dell’AI. Quanto è ancora alta la barriera che protegge il software consolidato? E quanto potrà abbassarsi nei prossimi anni?
Investire in nuovo software merita nuove valutazioni
Da imprenditori, la domanda che ci interessa è molto concreta: se la mia azienda ha bisogno di un gestionale, di un CRM o di un configuratore, quanto ha ancora senso dare per scontato che debba comprarlo?
Spesso scegliamo un prodotto, paghiamo le licenze e poi investiamo altro tempo e denaro per adattarlo. Riunioni, analisi dei requisiti, personalizzazioni, nuove richieste.
Nel frattempo, le persone interne devono comunque spiegare come lavorano e verificare che il risultato corrisponda alle loro esigenze.
Con strumenti come Claude, anche con modelli come Opus 5.5, o GPT-6 Astra, una parte di quel lavoro può diventare direttamente sviluppo.
Questo cambia i conti, soprattutto quando il software deve gestire casi molto specifici.
Possiamo attenderci che la maggiore facilità di costruire alternative metta sotto pressione anche i prezzi, in particolare delle funzionalità più replicabili. Il valore di un prodotto dipenderà sempre più da quanto bene risolve il problema, da come si integra e dal servizio che lo accompagna.
Per un’azienda, costruire in casa diventa un’opzione da valutare seriamente.
Solo chi conosce quello che serve in azienda può guidare lo sviluppo
Nessuno conosce le particolarità della tua azienda quanto le persone che ci lavorano.
Il commerciale sa perché un preventivo apparentemente semplice richiede dieci eccezioni. Chi gestisce la produzione conosce i vincoli che mandano all’aria una pianificazione perfetta sulla carta. Il responsabile di commessa sa quali informazioni deve rincorrere ogni settimana.
Questa conoscenza è già dentro l’impresa. Il passaggio difficile è trasformarla in uno strumento.
Con il vibecoding puoi descrivere all’AI cosa vuoi ottenere, provare una prima versione e continuare a modificarla. Vedi una schermata, ti accorgi che manca un’informazione, cambi una regola, aggiungi un controllo.
Ragioni sul software mentre lo costruisci.
Chi ha provato a spiegare per settimane un’esigenza che sembrava chiarissima sa quanto possa valere questa possibilità.
Il vantaggio di sviluppare un software custom con AI
Uno strumento interno ha un vantaggio importante: può essere progettato intorno a un gruppo preciso di persone e a un processo conosciuto.
Un CRM commerciale deve adattarsi a clienti con organizzazioni e necessità differenti. Il tuo può concentrarsi sulle informazioni e sui passaggi che servono al tuo team. Lo stesso vale per un configuratore, una gestione delle commesse o uno strumento per pianificare i materiali.
Più il bisogno è specifico, più vale la pena confrontare lo sviluppo interno con l’acquisto e la personalizzazione di un prodotto.
Naturalmente, un MRP da cui dipende la produzione richiede affidabilità anche se viene usato da poche persone. Si può cominciare da una funzione circoscritta, provarla accanto al sistema esistente e ampliarla quando i risultati lo giustificano.
Una scelta / Cinque criteri
Comprare o costruire?
Parti da come lavora la tua azienda.
Seleziona un’opzione per metterla a fuoco nel confronto.
| Cosa valutare | Comprare un software | Costruirlo con l’AI |
|---|---|---|
| Il processo | Un prodotto esistente copre già bene il tuo modo di lavorare. | Il processo ha particolarità che i prodotti disponibili gestiscono male. |
| Le personalizzazioni | Bastano poche configurazioni per partire. | Per adattare il prodotto servono molte modifiche, compromessi o strumenti aggiuntivi. |
| Le integrazioni | Il software offre già collegamenti affidabili con i sistemi che usi. | Puoi partire da poche connessioni precise, da sviluppare e verificare sul tuo caso. |
| Il team | Vuoi affidare sviluppo e manutenzione a un fornitore. | Hai persone che conoscono il processo e possono dedicare tempo a costruire, verificare e far evolvere lo strumento, con il supporto necessario. |
| Il costo complessivo | Licenze, avviamento e personalizzazioni sono proporzionati al valore ottenuto. | Sviluppo, verifiche e manutenzione risultano più convenienti rispetto all’acquisto e all’adattamento delle alternative. |
Puoi cominciare da una sola funzione. Uno strumento costruito dal team può affiancare il gestionale esistente, risolvere un problema concreto e crescere quando dimostra di essere utile.
Per chi conosce il processo e impara a usare bene gli strumenti AI, i vantaggi possono essere molto concreti:
- Una parte del tempo speso a spiegare diventa tempo speso a costruire. I requisiti servono ancora, ma puoi chiarirli lavorando con l’AI su una versione funzionante.
- Il feedback diventa immediato. Provi il risultato, vedi cosa manca e chiedi una modifica mentre hai ancora ben presente il problema.
- Puoi lavorare su più fronti. Mentre l’agente svolge un’attività definita, prepari i dati, ragioni sul passaggio successivo o porti avanti altro lavoro.
- Puoi partire piccolo e permetterti di cambiare idea. Costruisci la funzione essenziale, la fai usare e aggiungi complessità dove serve. Correggere la direzione nelle prime fasi può costare molto meno.
- Il team acquisisce competenze riutilizzabili. Quanto impara sul primo strumento torna utile sul secondo, sui processi vicini e su altre attività.
- Puoi avvicinare sviluppo e pubblicazione. Per alcune applicazioni web, piattaforme come ChatGPT Sites consentono di creare, ospitare e aggiornare il progetto nello stesso ambiente. Gli Artifacts di Claude permettono di realizzare e condividere strumenti interattivi, entro le capacità e i limiti della piattaforma.
Anche la spesa per iniziare può essere contenuta. Per dare un ordine di grandezza, il piano Claude Max parte oggi da 100 dollari al mese, tasse escluse e con limiti di utilizzo.
È il costo dello strumento AI. Naturalmente il progetto comprende anche il tempo delle persone, le verifiche e, quando necessari, hosting, database, integrazioni e manutenzione.
Ma la possibilità di sperimentare con un impegno iniziale così contenuto resta enorme: puoi capire se un’idea funziona prima di trasformarla in un investimento importante.
Il controllo del software ha a che fare anche con la continuità aziendale
C’è poi un tema che merita più attenzione: quanto dipende la tua operatività da un unico fornitore?
Immagina una PMI che abbia costruito negli anni il proprio modo di lavorare intorno a un gestionale molto personalizzato. Se chi lo mantiene smette di seguirlo, chiude o cambia condizioni, la difficoltà riguarda direttamente il funzionamento dell’impresa.
Sviluppare internamente può dare più controllo sulle modifiche, sui dati e sull’evoluzione dello strumento. Perché questo controllo sia reale, però, l’azienda deve poter accedere al codice, esportare i dati e affidare la manutenzione anche a persone diverse da chi ha iniziato il progetto.
Anche una piattaforma AI è un fornitore. L’autonomia va progettata fin dall’inizio: documentazione, account aziendali, copie dei dati e possibilità di spostare il software dove serve.
È una forma di controllo che vale la pena includere nella decisione, insieme a funzionalità e prezzo.
Progettare un software da zero permette di farlo nascere AI-ready
Costruire un nuovo strumento permette anche di ripensare il modo in cui verrà utilizzato.
Puoi progettarlo fin dall’inizio per dialogare con gli assistenti AI: dati organizzati, funzioni accessibili, permessi chiari. Così l’ambiente che usi ogni giorno può diventare anche il punto da cui consultare informazioni o avviare operazioni.
Puoi immaginare richieste come:
- “mostrami le commesse con i maggiori scostamenti”
- “prepara una bozza di offerta con queste condizioni”
- “aggiorna questa opportunità con quanto emerso dalla riunione”
Il software può essere costruito intorno al lavoro che vuoi delegare all’AI e diventare la base per lo sviluppo di future automazioni agentiche.
In ICAREX abbiamo sviluppato automazioni con numerose aziende, partendo dai loro processi e sistemi. Nella sezione SI Agents trovi le applicazioni concrete di questo lavoro e le attività che puoi delegare all’AI.
È importante dare spazio a chi vuole provarci
Tutto questo passa dall’adozione dell’AI in azienda.
Nelle realtà più lungimiranti stiamo osservando sempre di più una richiesta precisa: formare i team interni e renderli capaci di costruire i propri strumenti. Le persone hanno già il know-how; vogliono acquisire il metodo per usarlo in un modo nuovo.
L’ostacolo è spesso il tempo. Un manager sommerso dalle urgenze fa fatica a investire in qualcosa di cui deve ancora vedere il risultato. E un approccio abituato a processi consolidati ha bisogno di prove concrete prima di cambiare.
Per questo bisogna partire dalle persone curiose, quelle che sperimentano già e si fanno domande su come migliorare il lavoro. Possono diventare i primi AI Adopter dell’azienda, a patto di dare loro un incarico preciso e tempo dedicato.
Il percorso può essere molto pratico: scegliere un problema reale, formare un piccolo gruppo, affiancarlo mentre costruisce e far provare il risultato ai colleghi. Da lì può emergere un AI Champion: una persona di riferimento capace di condividere quanto appreso e aiutare altri team a partire.
Il primo risultato visibile rende molto più concreta la discussione con chi, fino a quel momento, era rimasto in attesa.
La formazione crea nuove competenze che restano in azienda
Un percorso di adozione ben scelto può avere un ritorno rapido quando interviene su attività frequenti e costose. Il beneficio va verificato nell’uso: tempo risparmiato, errori evitati, passaggi semplificati.
Ma c’è anche un effetto che continua oltre il primo progetto. Le competenze sull’AI si combinano con il know-how che le persone hanno già. Un responsabile commerciale le applicherà a offerte e clienti; chi segue le operations troverà opportunità nei propri flussi; un controller nelle analisi.
Ogni strumento utile costruito dal team aumenta la sua capacità di affrontare il problema successivo.
È qui che vediamo l’opportunità più interessante per le imprese. Il caso ArtCraft ci spinge a riconsiderare quanto sia diventato accessibile costruire software. Il passo successivo è chiedersi quali capacità vogliamo portare dentro la nostra azienda.
Quale strumento costruirebbe il tuo team se gli dessi il metodo, il tempo e l’AI per farlo?
In ICAREX possiamo partire da lì: un percorso di upskilling e affiancamento su casi reali, per trasformare la conoscenza del lavoro in strumenti che il team sappia usare e far evolvere.